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COLLINE DI VALDOBBIADENE | Nella terra del Prosecco DOCG


La parte settentrionale della provincia di Treviso è percorsa dolcemente da una serie di colline di origine vulcanica che, per conformazione del territorio e del terreno, sono storicamente dedicate alla coltivazione della vite, in particolare il vitigno glera, da cui si ottiene il prosecco, uno dei vini italiani più rinomati al mondo. Vi sono due zone principali dove il prosecco prende vita: le colline di Asolo e, dopo l’interruzione causata dal corso del fiume Piave, quelle che da Valdobbiadene si dirigono verso est e finiscono in corrispondenza di Conegliano. Sono le celebri colline del Prosecco DOCG, una delle eccellenze vinicole della zona e la ragione della nascita di innumerevoli cantine in tutta la zona, che consentono di effettuare veri e propri tour enogastronomici per assaporare molto più che un bicchiere di vino.

Una delle soluzioni più green e al tempo stesso piacevoli per immergersi a fondo nella regione del vino prosecco è percorrerla usando la bicicletta. Ci sono infatti degli itinerari, con una bella e semplice segnaletica, che conducono a scoprire, solo nelle immediate vicinanze di Valdobbiadene, piccoli borghi come Campea, Guia, Santo Stefano, San Pietro di Barbozza, Combai e altri ancora. In ogni villaggio, si possono trovare tante cantine che fanno assaggiare le diverse varietà del prosecco, che si può trovare nelle versioni extra dry (la più “semplice” da bere, grazie all’elevata presenza di zuccheri), dry, brut, extra brut e colfondo. Quest’ultima versione, non ancora riconosciuta dal disciplinare del consorzio, è particolare perché la rifermentazione che conferisce la tipica bollicina non avviene in autoclave (come succede per tutti i DOCG e i DOC, con il metodo Martinetti-Charmat), ma in bottiglia, seguendo così il metodo classico (o champenoise) e di fatto staccandosi un po’ dal resto del gruppo.

Ma nella zona di Valdobbiadene e colline si possono gustare anche molti prodotti del territorio che solo alla vista fanno venire l’acquolina alla bocca: in quasi tutte le cantine, infatti, si producono gustosi insaccati come il salame nostrano e la soppressa, il cotechino, l’ossocollo e altri ancora. Famosi poi sono i piatti della tradizione, come le pappardelle al sugo d’anatra, i bigoli in salsa, la sopa coada (una zuppa di piccione), gli arrosti e lo spiedo di carne miste, lo stracotto di musso (asino), da accompagnare con un buon bicchiere di cabernet o merlot locale. Per concludere, spazio ai formaggi: il Piave Dop Vecchio Riserva, invecchiato oltre 18 mesi, un’esplosione di sapore nel palato, da servire con una composta di cipolle e un bicchiere di prosecco passito, una delizia introvabile.

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